Home arrow Mostre in corso

Mostre in corso

   
Amrapur

"I tappeti di AMRAPUR"

nel segno del colore

3-29 OTTOBRE 2011



dal tappeto antico all’arte contemporanea

inaugurazione 

3 ottobre 2011 ore 17.00

Il titolo della serie di piccole mostre che ho iniziato nel 2009 nel piccolo Showroom al piano terreno di Palazzo Frescobaldi a Firenze era e rimane: “dal tappeto antico all’arte contemporanea”. L’idea originale era quella di mostrare le possibili connessioni tra l’arte antica del tappeto orientale e la sensibilità contemporanea di giovani artisti che avessero un qualche punto di contatto o mostrassero una qualche attenzione per i manufatti tessili orientali, soprattutto di carattere tribale, e per la cultura tessile in genere.

Alle opere contemporanee di questi artisti affiancavo una selezione di tappeti tribali e kilim di vecchia produzione, o di rari frammenti di antichi tappeti classici e di manifattura aulica con i quali si poteva instaurare uno stimolante dialogo di contrasti e assonanze tra materia, forme, e colori. 

L’unica, semplice regola da rispettare era questa: tappeti antichi e moderne opere d’arte. Ma le regole, si sa, sono fatte per essere infrante e in questa mostra presento esclusivamente tappeti (assieme a qualche esemplare di kilim e di feltro) di produzione contemporanea, i tappeti di Amrapur.

Immagini dei tappeti in esposizione


 
   

   
Frammenti - new selection

Antique Rug Fragments

the new selection

ENTRA - ENTER

 

 

 

frammento cover

When the Arabs conquered the Sasanian Empire, the famous carpet called Bahrestan of Kosrow, woven with gold threads and precious stones, was part of the booty. Because of its enormous dimension the soldiers cut this famous masterpiece and divided it among them. Nevertheless its value was so high that just one piece, the one which was donated to the Caliph, was worth at that time 20,000 dirham.

In an interesting article entitled: "Carpets as a votive offering
Theories and documents on the sacrificing of carpets",
 published, in "Ghereh" (no.8, 996, p.39-45),The Iranian rug scholar Ali Hassouri has written that carpets where often sacrificed as votive offerings. They were cut in pieces and donated to the poor as thanksgiving for the recovering from an illness or the rescue from a great danger. This may be the reason why many important antique carpets, divided in pieces can be found scattered in various museums and collections.

More recently, since carpets have started to be studied and deeply appreciated, fragments have become desirable objects for collectors. This is due not only to the great prices and the difficulty of finding complete early examples, but also to the mysterious charm emanating from them. A beautiful fragment is an incentive to improve research and studies; it is an unfinished work, a work in progress and for these reasons is so suggestive

In the introduction of his rug book, "A Foreshadowing of 21st Century Art",  Prof. Christopher Alexander wrote:"What is often called the 'detail' of the building - its fine structure - is not some kind of icing on the cake, but its fine structure, the essence of what it is, and how it makes its impact upon us." ...  genuine antique carpets are the only art form in which the care and organisation of details reaches the highest level. The module of a carpet is as small as its knot - about an eight of an inch. A single knot is meaningful; a carpet fragment will already express all its feeling and the colour.

 


ENTRA - ENTER

 
   

   
FUUTOU

"F U U T O U"

trame in viaggio



cartolina fuutou

dal tappeto antico all’arte contemporanea

inaugurazione 

14 gennaio 2010 ore 17.00

La mostra è la terza della serie ”Dal Tappeto Antico all’Arte Contemporanea”  che vuole indicare come il tappeto, una volta sottratto alla sua funzio-ne meramente utilitaria di complemento d’arredo, possa meglio comunicare ogni sua valenza cul-turale ed artistica. Così dopo i piccoli kilim Shushtar abbinati ai dipinti di lana di Gloria Campriani (Un Filo per Segno, 28 febbraio-20 marzo 2009) e i frammenti di antichi esemplari caucasici contrapposti alle pecore armate di Fariba Ferdosi (Nodi, 1-21 ottobre 2009), è ora la volta di Trame in Viaggio, borse da trasporto e sacche da tenda tribali dalla Persia e dall’Asia Centrale che cercano il dialogo con le buste tessute di Sissi Castellano, Mami Kawai, Tazuko Saitoh e Concita Vadalà. Quattro artiste tessili, due italiane e due giapponesi che danno vita ad un singolare ‘colloquio’ tra manufatti: le tradizionali buste giapponesi (fuutou), ripensate e riproposte con tecniche tessili tra le più varie e originali, contrapposte alle tradizionali borse ‘etniche’ dei pastori nomadi dell’Asia.


ENTRA - ENTER

 
   

   
"NODI"

"N O D I"

Intrecci e Contrasti sulla "Via della... Lana"



 

copertina catalogo

dal tappeto antico all’arte contemporanea

Mostra evento

inaugurazione 1 ottobre 2009 ore 17.00

Dopo 'Un Filo per Segno" con Gloria Campriani, dello scorso mese di Marzo, la seconda mostra del ciclo: "dal tappeto antico all'arte contemporanea" si apre giovedì 1 Ottobre nello Showroom al piano terreno di Palazzo Frescobaldi in Via S.Spirito 11 a Firenze, in collaborazione con la giovane artista di origini iraniane Fariba Ferdosi. 


ENTRA - ENTER

 
   

   
Un filo per segno

Un filo per segno



dal tappeto antico all’arte contemporanea

Mostra evento

inaugurazione 28 febbraio 2009 ore 17.30-20.00.

 

Alberto Boralevi inaugura il nuovo Showroom al piano terreno di Palazzo Frescobaldi, in Via Santo Spirito, 11 con una mostra di Gloria Campriani dal titolo "Un filo per segno". Dal tappeto antico all’arte contemporanea.


ENTRA - ENTER

 
   

   
Frammenti di Kilim Anatolici

Frammenti di antichi Kilim Anatolici

 

   
Yuncu det1  

Kilim è una parola turca che sta per "tessuto ad arazzo", o "tappezzeria", come sarebbe più corretto dire (tapisserie in francese, tapestry in inglese). Oggi si usa non solo per i manufatti turchi e anatolici, ma per ogni tappeto tessuto a stuoia, senza vello, qualunque sia la sua provenienza.

Ritenuti una volta ‘tappeti di serie B', oggi i Kilim sono apprezzati per i loro valori estetici, soprattutto cromatici e grafici e sono riconosciuti come una forma d'arte tessile a sé stante, svincolati per storia e tradizione dai loro parenti annodati. Questo vale soprattutto per i Kilim Anatolici più antichi, nei quali è possibile trovare la massima espressione di un'estetica, che affonda le sue radici in tempi remoti e che non ha niente a che vedere con la tradizione del tappeto annodato di discendenza tribale turca e centro-asiatica....